Di tag cloud si sente parlare da un po’, ma soprattutto si iniziano a vederne parecchie in giro. Sono uno dei nuovi codici di comunicazione visuale che appartengono al “Web 2.0″ (cerco sempre di usare questa parola con parsimonia, ma in questo caso ci sta a pennello).
Una nuvola di tag/etichette, o tag cloud, è un insieme di etichette in cui ognuna ha una grandezza proporzionale al proprio peso o importanza. Il peso è generalmente reso visivamente con l’utilizzo di un font più grande.
Una tag cloud ha il vantaggio di fornire all’utente, in maniera immediata, un elenco di qualificatori che sono stati attribuiti all’oggetto a cui si riferiscono. Se l’oggetto è una collection di foto, come nel caso di flickr, la nuvola descrive sommariamente quali sono i tag principalmente associati alle foto presenti sul sito e permette di capire a colpo d’occhio quali sono i tag principali. Nella pagina “popular tags” di flickr matrimonio, vacanze e party sono sicuramente i principali.
Una caratteristica importante di questi tag è che sono dei link. Rappresentano infatti un supporto utilissimo alla navigazione. Cliccando su matrimonio nell’esempio precedente l’utente viene portato a una lista di foto che sono state etichettate in questo modo. All’interno di questa pagina, contenente tutte le foto legate ai matrimoni, si potrebbe ripresentare una nuova tag cloud (chiamiamola di secondo livello), che mostra le principali etichette associate non più a tutte le foto, ma a tutte e sole quelle foto con associato il tag matrimonio. Potrei quindi trovare ricevimento, fiori, sposa, amore, …
Ma chi se l’e’ inventate queste tag cloud? Di preciso non si sa, wikipedia cita questa pagina, ma non è più raggiungibile. Di per certo ho letto anni fa in Information Architecture for the World Wide Web di Rosenfeld e Morville, il concetto di navigazione multifaccettata. Ad ogni pagina/oggetto appartenente a un sito vengono attribuite delle etichette (faccette nel lavoro di Rosenfeld e Morville) e l’utente può raggiungere questi oggetti scegliendo non più una navigazione gerarchica (es. automobili -> renault -> utilitarie -> twingo) ma una multifaccettata. Le tag clouds sono l’elemento di interfaccia che consente di effettuare questa navigazione.
Un altro aspetto interessante è che i tag sono nella maggior parte dei casi attribuiti dagli utenti, quindi ci troviamo di fronte ad un autentico caso di user generated content. Tuttavia ci sono delle eccezioni, in cui è il redattore stesso del sito che decide di taggare i contenuti ad uso e consumo dei propri utenti, come si può vedere in questo sito - realizzato da 10people - in cui tutti i lavori di ricerca scientifica sono etichettati con parole chiave, che vengono poi usate per formare una nuvola di tag sottostante alla navigazione principale.
[add on per programmatori] Come si calcola la grandezza dei font? Riporto una parte del codice utilizzata in italian applications. Questa funzione, in base al numero (occorrenze) di lavori di ricerca (l’oggetto del sito) a cui è associato il tag restituisce la grandezza del font.
L’algoritmo è piuttosto semplice. C’e’ una grandezza minima del font e una massima. C’è un numero minimo e uno massimo di occorrenze per ogni tag associato a un oggetto. Se mettete la grandezza del font sulle ascisse e il numero di occorrenze sulle ordinate, unendo i due punti di min e di max ottenete una retta (l’algoritmo non è altro che l’equazione della retta passante per due punti), ovvero una funzione che dato il numero di occorrenze ritorna la grandezza del font corrispondente. (se fate un disegno tutto si chiarirà nella vostra mente :-))
const MIN_FONT_SIZE = 12;
const MAX_FONT_SIZE = 36;
public function getFontSize($weight){
$count = $this->Page->DataAccess->queryMinMaxCountTags();
return ceil(($weight-$count['min']-1)*(self::MAX_FONT_SIZE-self::MIN_FONT_SIZE+1)/($count['max']-$count['min']) + self::MIN_FONT_SIZE);
}

8 commenti ↓
Molto interessante l’articolo,
grazie Marco.
La pagina che tu citi a proposito dell’origine dei tag clouds, non è raggiungibile nemmeno da Archive.org che tu citi.
Tu hai raccolto in seguito altre notizie?
Grazie Calogero,
non sono riuscito a trovare fonti più precise sul “primo avvistamento”. Ho iniziato una sperimentazione per visualizzare le tag coulds utilizzando anche flash e in contesti diversi.
Appena mettiamo online qualcosa lo segnalo.
Qui trovi una tagcloud in due step inventata da me: http://www.vincenzocaico.com/default.asp?id=50
Ottimo! E’ stata una spiegazione utilissima. Hai amgari qualche link per una guida più tecnica al loro utilizzo? Sai sono alle prime armi con WP.
Ciao, esiste un tool (possibilmente freeware) che crea un cloud sulla base delle parole inidicizzate da Windows 7 nel Search di sistema?
ottimo articolo, credo che però ci siano altri modi per ottenere le grandezze dei font in base al peso del tag!
@davide: grazie per i complimenti e sì, concordo con te. E’ passato tanto da quando è stato scritto l’articolo (2007) e tante cose sono cambiate nel mondo della programmazione.
Mi piacerebbe integrare quanto ho scritto tempo fa con una nuova soluzione, più moderna e sicuramente più intelligente, scritta da te (ovviamente con citazione al tuo sito/blog). che ne pensi?
Hi, Neat post. There is an issue with your website in web explorer, might check this?
IE still is the marketplace leader and a huge component to people will leave out
your great writing due to this problem.
Lascia un Commento