Bellissimo video futuristico sull’unione, possibile, in futuro di Google e Amazon. Un po’ di storia e un po’ di proiezioni interessanti. Il video è in inglese e dura circa 7 minuti.
Buona visione
February 1st, 2007 — seo - motori di ricerca by marcuzzer
Bellissimo video futuristico sull’unione, possibile, in futuro di Google e Amazon. Un po’ di storia e un po’ di proiezioni interessanti. Il video è in inglese e dura circa 7 minuti.
Buona visione
January 29th, 2007 — seo - motori di ricerca by Marco Catani
Con gli studenti del master Web della Scuola Politecnica di Design, stiamo facendo un piccolo esperimento per valutare come posizionare un sito per la parola chiave “frutta archeologica“. Per seguire l’andamento del progetto e per vedere i lavori degli studenti visitate il blog (blogger) appositamente creato: frutta-archeologica.blogspot.com
January 13th, 2007 — seo - motori di ricerca, web marketing - Social Media by Marco Catani
Cos’è il bookmarking sociale? L’idea è quella di aver un bookmark online, di pubblico accesso. Fin qui, storia vecchia, le prime directory sono nate così. Quello che ha fatto diventare questo fenomeno un oggetto da web 2.0, è stata la possibilità, al costo di un click, di salvare il sito che si sta vedendo.
Non solo… è estrememente interessante che i siti di social bookmarking offrano tutti una classifica, una lista ordinata delle “preferenze” dei propri utenti, divisa per categoria, o per folksonomia (neologismo coniato dall’unione di folks e taxonomy).
Qualche tempo fa, sul forum di Giorgio, avevo proposto un esperimento relativo al social bookmarking, nel frattempo ho scoperto alcune nuove cose. Qualcuno ovviamente ha già pensato a un modo per guadagnarci addirittura su. User Submitter (usersubmitter.com) spamma digg, con 50$ si comprano 300 “voti” da utenti sottoscritti al programma. Calcolando che per essere nella top list dell’anno (365 giorni) occorrono circa 9000 voti, con la modica spesa di 1500$ ci si garantirebbe un posto al sole per un bel po’. Senza ovviamente contare sulla diffusione virale/naturale dell’articolo.
il Web è un network sociale fatto di idee e persone, e spero che col tempo rimanga nelle mani delle persone. I motori stanno facendo un buon lavoro a isolare lo spam delle aziende e del commercio ad ogni costo da quello che le persone amano veramente. Consiglio un bellissimo libro sul tramonto del brand e la nascita del passaparola e del marketing virale: lovemarks, scritto da Kevin Roberts, il CEO world wide di saatchi & saatchi.
Per esempio per salvare/votare questo articolo nei più diffusi sistemi di social bookmarking baserebbe premere uno dei tasti sottostanti ![]()
October 28th, 2006 — seo - motori di ricerca by Marco Catani
Recentemente hanno iniziato a comparire, nelle pagine dei risultati di google (d’ora in poi: SERP), risultati che linkano direttamente a filmati flash. Questo vuol dire due cose:
Sto ricevendo parecchi posizionamenti per particolari keywords, nelle quali il filmato flash si posiziona di gran lunga davanti al sito che lo ospita.
C’e’ pero’ un inconveniente: il visitatore che arriva e si becca un bel flash a fullscreen, privato della navigazione circostante, è completamente disorientato e nella maggior parte dei casi abbandona il sito. Possiamo pur essere primi nelle SERP ma così non serve a nulla.
Google deve porre qualche rimedio, perchè presentare i risultati così va contro ogni logica con cui vengono costruite le pagine web.
Nel frattempo una soluzione c’è, ve la illustro e vi fornisco anche il codice già pronto, per i più pigri:
<<<<<<<<< DOWNLOAD swf-serp-solution >>>>>>>>>
La soluzione utilizza elementi che sono presenti nella pagina HTML ma non quando il flash è visualizzato da solo (ossia quando nell’url compare un file .swf).
Si utilizza il parametro flashvars dell’elemento OBJECT, si imposta una variabile che ho chiamato onpage a true.
Da flash si legge la variabile. Se esiste allora non c’è nessun problema, se invece la variabile risulta undefined allora vuol dire che il flash non ha “l’HTML intorno”. Si fa un redirect in questo caso alla pagina giusta.
Ecco due esempi:
Enjoy
October 19th, 2006 — seo - motori di ricerca by Marco Catani
Se ne parla come se fosse la nuova frontiera dei motori di ricerca. Vediamo di capire di cosa si tratta e che conseguenze ci sono per noi.
Tre eminenti scienziati - Zolt´an Gy¨ongyi, Hector Garcia-Molina, Jan Pedersen - due della standford university, uno di yahoo, hanno scritto questo documento: Combating Web Spam with TrustRank.
Sono una dozzina di pagine di formule, matrici, finte matrici inverse e trasposte per dire una cosa abbastanza semplice e che se volete era già tra le righe del documento scritto da Brin e Page nel lontano 1998.
Il trustrank è un attributo che qualifica in maniera positiva una pagina priva di web spam - che non usa tecniche per ingannare i motori di ricerca - dandole una priorità maggiore nelle SERP.
L’osservazione su cui si basa il trustrank è la seguente: se chiamiamo “buoni” quei siti che non usano tecniche di web spam, possiamo inferire che questi linkino a siti buoni. Essendo difficile determinare in maniera automatica cio’ che e’ spam e cio’ che non e’ spam, un seme di partenza di siti buoni viene valutato manualmente. Brin e Page nel loro documento, quando parlano di pagerank personalizzato non stanno parlando di una cosa particolarmente diversa.
Una domanda mi preoccupa: chi deciderà chi sono i buoni e i cattivi? Sembra una domanda banale, ma già i TRE emeriti hanno fatto valere il proprio sentimento americano nei loro test: il 4,3% dei siti è risultato non attendibile (non buono e non cattivo) perchè scritto in lingue asiatiche e privo della traduzione in inglese… “We were unable to properly evaluate 43 sites based on the available information. These sites were mainly East Asian ones, which represented a challenge because of the lack of English translation.”
Preoccupante.
July 27th, 2006 — seo - motori di ricerca by Marco Catani
E’ stato un luglio caldo, denso di avvenimenti (personali). Ora per tutti è arrivato il momento delle vacanze - settimana più, settimana meno.
A settembre, per proseguire l’esperimento sulle agenzie di relazioni pubbliche inizieremo un’attività di scambio di link, in modo da far possibilimente aumentare il ranking di agenzie di PR che stagna intorno alla 70ima posizione da circa un mese. Attendo a settembre perchè non ho intenzione che le richieste di scambio anneghino nella valanga di email che di solito ci attende al ritorno dalle vacanze, e questo periodo pre-vacanze è troppo stressante per tutti perchè vengano prese in considerazione. Non voglio sprecar le mie cartucce.
Mi piacerebbe utilizzare sia tecniche white-hat che black-hat (etiche e non-etiche) per farlo, ma non vorrei compromettere 10people.net, e quindi da questo sito userò solo tecniche pulite. Utilizzerò altri siti per fare SPAM, che vi segnalerò da qui, ovviamente senza utilizzare link ![]()
June 9th, 2006 — seo - motori di ricerca by Marco Catani
Quando ho iniziato a scrivere questo blog l’ho fatto con l’intento di condividere alcune considerazioni, scoperte, suggerimenti e best practices, creando un dialogo costruttivo ma non perdendo il filo di un discorso che si stava delineando nella mia mente. La scelta dello strumento con cui comunicare è caduta sul blog a causa della sua struttura narrativa, del particolare flusso di comunicazione da uno verso molti e da molti verso molti (commenti, trackback). Ritengo anche i forum di discussione (e tra questi consiglio il forum di giorgio sui motori di ricerca) utilissimi ma troppo dispersivi per il genere di ricerca che mi sono preposto.
Anche io come tanti mi sono chiesto come funziona questo benedetto algoritmo di google. Di sicuro non arriverò a una soluzione di un quesito così complesso, ma ritengo che sia fondamentale fare delle ipotesi ed eventiualmente vagliarle col metodo scientifico. Una delle caratteristiche di questo metodo è la ripetibilità dell’esperimento. Nel caso dei motori di ricerca che cambiano leggermente algoritmo da data centre a data centre, un giorno dopo l’altro, la ripetibilità diventa un requisito abbastanza lasco, ma dobbiamo adattarci.
Una prima considerazione è che google è velocissimo a dare le sue risposte, quindi la possibilità di una ricerca effettiva all’interno del testo delle pagine che ha salvato nei propri DB non mi sembra plausibile. Inoltre credo che tutti i calcoli onerosi siano effettuati a priori e che google immagazzini questi valori nei propri DB, dal PageRank (o chi per esso) a un’attribuzione di contesto. Questi calcoli credo che portino via grossa parte delle risorse di calcolo, per monitorare la rete, analizzare e indicizzare i risultati e li “pre-masticarli” per l’algoritmo che ritorna le pagine in risposta alle nostre ricerche. Questo mi spiega anche il lungo tempo che passa tra il passaggio di uno spider/bot su di un sito e il successivo comparire del sito nei risultati delle ricerche.
Ho sentito parlare di ricerca all’interno dei soli termini unici di una pagina, di vettori, ma anche questa ipotesi non mi convince appeno, o non mi sembra così chiara quantomeno. Ecco il perchè: cerco 10people su google. Al primo posto mi compare un post di questo stesso blog, dal titolo 10people (interessante! Sarà perchè la keyword cercata è nel title, o perchè è il post più vecchio di tutto il blog o entrambe le cose messe assieme? A voi l’ardua decisione :-)). Lo snippet che google riporta è il seguente: “10people. 16 Giugno 2005. un fine stagione nostalgico, l’estate si avvicina, c’e’ voglia di mare, frisbee, bicicletta e pallanuoto…“. Ma se ora cerco “10people mare” non ci sono più nei risultati. Al primo posto trovo mefeedia, che riporta il medesimo snippet del mio post, ma questo blog non compare più, in nessuno dei 53 risultati individuati da google. Che fine ha fatto il mare?
Questo mi fa riflettere. Ancora di più dopo aver effettuato questa ricerca incrociata. Sul tool di keyword suggestion di google, nel tab “parole chiave correlate al sito” inserisco l’URL (permalink) del post. Cosa ottengo come suggerimenti di parole chiave e argomenti correlati?
Ma nemmeno la ricerca con “10people foto” riporta nessun risultato. Che razza di scherzo è questo? Google mi suggerisce una keyword dopo aver analizzato la pagina (un’indicazione che io ritengo interessante perchè, nel mio immaginario mi spiega che cosa google trovi di interessante nella pagina), e poi nei risultati della ricerche non la riporta. Ne deduco che l’algoritmo utilizzato per effettuare le keyword suggestion si basa su dati diversi e/o funziona in modo diverso da quello che utilizza google quando indicizza e calcola dati relativi a una pagina/sito. Suggerimenti?
May 22nd, 2006 — seo - motori di ricerca by Marco Catani
Fondamentalmente il ranking di un sito all’interno dei motori di ricerca viene determinato da due diversi tipi di fattori: quelli on page - come ad esempio title, keyword density, utilizzo di tag alt, h1, h2 - e quelli off page.
Per fattori off page intendiamo principalmente la presenza di link che puntano al sito. Se poi questi link contengono nell’anchor text le corrette parole chiave e sono immersi in un contesto rilevante, beh questo puo’ fare la differenza. Per fare un esempio di contesto rilevante (concetto che porta a parlare dell’esistenza di un context sensitive page rank): un link “lista completa degli agriturismo in toscana” vale molto di piu’ se presente su un sito/pagina che parla di vacanze, ecologia o Toscana che su uno che invece parla di memorie RAM e HDD.
Uno dei maggiori problemi che determina il successo di una campagna di SEO, e che grava sia sui fattori on page che su quelli off page e’ la scelta della parole chiave su cui ottimizzare. Online esistono diversi tool chiamati di keyword suggestion, ad esempio:
Questi permettono di farsi un’idea sommaria di quali siano i termini correlati alle parole chiave che stiamo cercando, dei qualificatori per l’esattezza, che identificano meglio le esigenze degli utenti. Questi strumenti ci danno il polso di quali siano le effettive richieste degli utenti. Lato utente queste informazioni potrebbero bastare. Ma ancora non sappiamo nulla su come i motori di ricerca hanno categorizzato queste parole chiave. Quali sono viste come attinenti? Quali come sinonimi?
Ho letto di recente un post sul forum di giorgiotave che ho trovato molto interessante e che da’ una risposta a queste domande. Quando si fa una ricerca, le parole chiave della ricerca vengono espanse affinche’ la ricerca avvenga sulle parole e sui relativi sinonimi. Vediamo subito con un esempio il significato di questa affermazione. Supponiamo di voler sapere quali termini sono correlati alla ricerca “agriturismo toscana”.
Effettuando la query “toscana” su google.com ottengo 46.400.000 risultati.
Effettuando la query “~toscana” ne ottengo 120.000.000.
A cosa è dovuta questa differenza? Al fatto che circa 2/3 dei risultati presentati per la seconda query siano in realta’ attribuibili a sinonimi di “toscana” attinti dai thesaurus di google; ossia google crea intorno alle parole cercate una vera e propria rete semantica di parole equivalenti. E come scoprire quali sono queste parole? Beh adesso e’ semplice:
Effettuando la query “~toscana -toscana” osservo la presenza, in bold di altre parole correlate a toscana: firenze
ora procedo con “~toscana -toscana -firenze” e scopro “lucca” e “livorno”. Escludo anche questi termini con “~toscana -toscana -firenze -lucca -livorno” e mi rimane tuscany, dopo di che l’insieme dei sinonimi e’ terminato. Replicando lo stesso procedimento per “agriturismo” ottengo che “residence” ne e’ un sinonimo.
Morale della favola? Volendo aumentare la densita’ delle keyword in una pagina bastera’ utilizzare i sinonimi, cosi’ come sara’ possibile ottimizzare una pagina per una keyword e le parole presenti nella sua rete semantica. Inoltre, quando si fanno link exchange, per non far apparire sempre costante il link che punta al nostro sito - cosa che agli occhi di un motore di ricerca potrebbe sembrare innaturale e quindi penalizzante - potremmo tranquillamente utilizzare questi sinonimi.
May 18th, 2006 — seo - motori di ricerca by Marco Catani
Spesso quando di parla di ottimizzazione di un sito per i motori di ricerca si pone molta attenzione al corretto utilizzo dei meta tag. Quando parlo di meta tag in questo caso mi riferisco in particolare ai tag keywords e description.
Durante l’infazia del Web, i motori di ricerca erano piuttosto primitivi e non leggevano tutto il contenuto delle pagine, per questo motivo questi elementi erano molto importanti. Oggi i pricipali motori di ricerca indicizzano tutto il contenuto testuale delle pagine, percui si possono fare un’idea genuina dell’argomento senza bisogno di ricorrere a keywords e description. Inoltre c’è stato un periodo nel quale il meta tag keywords è stato usato per fare del pesante spam, e questo è un ulteriore motivo per cui non gli si attribuisce praticamente peso.
Nonostante ciò è bene usare questi meta tag, ma per le ragioni che sto per esporvi.
Keywords: le keywords sono un elenco separato da virgole delle parole chiave attinenti alla pagina. Alcuni motori, tra cui yahoo!, utilizzano le keyword per sapere se includere la pagina nei risultati di ricerca; la presenza della keyword non determina in alcun modo il posizionamento, solo la presenza. Questo discorso acquista significato se pensiamo a una pagina in cui la keyword non esiste, e non esiste nemmeno in nessuno dei link che puntano a tale pagina, ma esiste nel meta tag keywords. Perchè questo dovrebbe succedere? Perchè le uniche buone keyword che si possono inserire nel metatag sono sinonimi o comuni errori di ortografia.
Se volessimo ad esempio posizionare una pagina che parla della località sciistica del Corvatsch vorremo usare la parola Corvatsch all’interno del contenuto della pagina, nel titolo, nei link alla pagina, etc. ma andremo a mettere nel tag Keywords parole come Corvach, Korvatch, Korvasc, …
Description: la description è una breve descrizione del contenuto della pagina, che va scritta non tanto per i motori, che appunto la ignorano ai fini del posizionamento, ma per gli utenti. Talvolta infatti i motori visualizzano proprio la description nello snippet che presentano nelle SERP (Search Engine Result Pages). Una description scritta bene, che colpisca l’utente, con l’utilizzo delle parole chiave ricercate, ma visibilmente scritta per lui/lei e non per il motore di ricerca, vale spesso di più che qualche posizione. Si può essere al quinto, sesto o settimo posto ed essere cliccati più spesso che un secondo o terzo posto grazie a una buona description . Una buona description dovrebbe essere composta da un paio di frasi e contenere le keyword. Se per esempio stessimo ottimizzando per “impianti sciistici, Corvatsch, costo giornaliero” scriveremmo: “Gli impianti sciistici del Corvatsch, situati nell’Engadin in Sizzera, offrono neve sicura tutta la stagione. Tutte le informazioni sull’apertura degli impianti, il costo del giornaliero, settimanale e stagionale”. In questo caso avremmo segnalate nella description anche parole chiave che non sono quelle per cui stiamo posizionando, ma che spesso potrebbero essere presenti nelle ricerche degli utenti; in questo caso: neve, stagionale, apertura.
May 11th, 2006 — seo - motori di ricerca by Marco Catani
Quando si costruisce una pagina con l’intento di avere un posizionamento elevato nei motori di ricerca, uno degli espedienti e’ quello di inserire una percentuale, tra il10% e il 30%, dei link complessivi presenti nella pagina verso siti autorita’, utilizzando come testo del link le parole chiave (generalmente non piu’ di 5-10) che si intendono sponsorizzare in quella pagina. Questo da’ ai motori di ricerca l’impressione che la nostra pagina stia citando fonti autorevoli, e questo trasferisce un po’ di autorevolezza alla pagina stessa.
Per esempio se volessi creare una pagina che utilizzi la parola chiave posizionamento motori ricerca potrei includere il precedente link.
Segue una lista dei piu’ autorevoli siti, quelli con page rank 10/10 e 9/10. Una lista completa e sempre aggiornata dei siti con page rank alto/elevato la si puo’ trovare su wikipedia.