Con gli studenti del master Web della Scuola Politecnica di Design, stiamo facendo un piccolo esperimento per valutare come posizionare un sito per la parola chiave “frutta archeologica“. Per seguire l’andamento del progetto e per vedere i lavori degli studenti visitate il blog (blogger) appositamente creato: frutta-archeologica.blogspot.com
Articoli della categoria 'seo - motori di ricerca' ↓
frutta archeologica
January 29th, 2007 — seo - motori di ricerca
Social Bookmarking e Web sociale
January 13th, 2007 — seo - motori di ricerca
Cos’è il bookmarking sociale? L’idea è quella di aver un bookmark online, di pubblico accesso. Fin qui, storia vecchia, le prime directory sono nate così. Quello che ha fatto diventare questo fenomeno un oggetto da web 2.0, è stata la possibilità , al costo di un click, di salvare il sito che si sta vedendo.
Non solo… è estrememente interessante che i siti di social bookmarking offrano tutti una classifica, una lista ordinata delle “preferenze” dei propri utenti, divisa per categoria, o per folksonomia (neologismo coniato dall’unione di folks e taxonomy).
Qualche tempo fa, sul forum di Giorgio, avevo proposto un esperimento relativo al social bookmarking, nel frattempo ho scoperto alcune nuove cose. Qualcuno ovviamente ha già pensato a un modo per guadagnarci addirittura su. User Submitter (usersubmitter.com) spamma digg, con 50$ si comprano 300 “voti” da utenti sottoscritti al programma. Calcolando che per essere nella top list dell’anno (365 giorni) occorrono circa 9000 voti, con la modica spesa di 1500$ ci si garantirebbe un posto al sole per un bel po’. Senza ovviamente contare sulla diffusione virale/naturale dell’articolo.
il Web è un network sociale fatto di idee e persone, e spero che col tempo rimanga nelle mani delle persone. I motori stanno facendo un buon lavoro a isolare lo spam delle aziende e del commercio ad ogni costo da quello che le persone amano veramente. Consiglio un bellissimo libro sul tramonto del brand e la nascita del passaparola e del marketing virale: lovemarks, scritto da Kevin Roberts, il CEO world wide di saatchi & saatchi.
Per esempio per salvare/votare questo articolo nei più diffusi sistemi di social bookmarking baserebbe premere uno dei tasti sottostanti ![]()
come creare una campagna seo. ultima lezione
November 25th, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
Abbiamo atteso un po’, pazientato qualche mese, affinchè i backlink sparsi in giro e il sito stesso si consolidasero. Ma i risultati sono arrivati.
Il tutto è iniziato con una pagina di prova. Poi è diventata un mini-minisito. Lo scopo era quello di mostrare come si possa scrivere del codice HTML ottimizzato per i motori di ricerca. Oggi la pagina principale, la homepage del mini-minisito, si posiziona nei primi 10 posti - e ogni tanto è pure prima - nelle SERP per le seguenti stringhe di ricerca:
- lista uffici stampa pubbliche relazioni milano
- agenzie pubbliche relazioni roma
- agenzia di relazioni pubbliche a milano
- agenzie p.r. provincia milano
- rivista prime relazioni pubbliche
- servizi per agenzie di pr
- agenzie di relazioni pubbliche e comunicazione a roma
- agenzie comunicazione ufficio stampa milano
- uffici pubbliche relazioni milano
- agenzie di relazioni pubbliche a roma
- agenzie di pr milano
- agenzia public relations roma
- agenzia relazioni pubbliche roma
- lista agenzie comunicazione e relazioni pubbliche milano
- giornalismo ufficio stampa pubbliche relazioni roma
- lista agenzie pubblicitarie e pubbliche relazioni
- agenzie di ufficio stampa milano
- creare una pagina pubblicitaria
- uffici di pubbliche relazioni di roma
L’esperimento, iniziato qualche mese fa, con la costruzione del minisito, è continuato con l’inserimento di backlink verso questo blog e in generale verso quella pagina. Non si è trattato di un backlinking pesante, e non è stato fatto nemmeno (troppo) link spamming.
Per chi non sapesse che cos’è il link spamming… beh diciamo che si tratta di trovare qualche sito a tema, preferibilmente con un pagerank alto, che ci lasci in qualche modo inserire commenti, articoli, e quindi link verso il nostro sito (possibilmente senza l’attributo rel=nofollow nel link). Almeno queste sono buone forme di link spamming. Per esempio, ci si può iscrivere a forum tematici utilizzando come nickname qualche parola chiave per il nostro sito. Ogni volta che scriveremo un post, oppure semplicemente nel nostro profilo, sarà presente un utile backlink.
I risultati sono a mio avviso soddisfacenti. Le stringhe di ricerca sopra elencate non sono artefatte, sono query reali, quelle con cui le persone sono approdate ultimamente sul questo sito, in particolare alla pagina creata appositamente.
Che cosa fare ora di questa pagina? Non saprei… sicuramente rimane come referenza per questo “ciclo” di lezioni. Potrei anche reindirizzare la sua forza verso un’ agenzia di relazioni pubbliche vera, potrebbe essere un buon biglietto da visita con cui presentarsi (chi ha orecchie per intendere diceva mio nonno… :-))
Sarà poi un buon punto di partenza appena deciderò di condurre qualche nuovo esperimento…
flash (swf) nei risultati di google
October 28th, 2006 — seo - motori di ricerca
Recentemente hanno iniziato a comparire, nelle pagine dei risultati di google (d’ora in poi: SERP), risultati che linkano direttamente a filmati flash. Questo vuol dire due cose:
- google ha iniziato a leggere dentro gli swf (interessante articolo a proposito lo trovate qui)
- si può iniziare a pensare di sfruttare flash per andare a scrivere un’ingente quantità di “testi/link nascosti”
Sto ricevendo parecchi posizionamenti per particolari keywords, nelle quali il filmato flash si posiziona di gran lunga davanti al sito che lo ospita.
C’e’ pero’ un inconveniente: il visitatore che arriva e si becca un bel flash a fullscreen, privato della navigazione circostante, è completamente disorientato e nella maggior parte dei casi abbandona il sito. Possiamo pur essere primi nelle SERP ma così non serve a nulla.
Google deve porre qualche rimedio, perchè presentare i risultati così va contro ogni logica con cui vengono costruite le pagine web.
Nel frattempo una soluzione c’è, ve la illustro e vi fornisco anche il codice già pronto, per i più pigri:
<<<<<<<<< DOWNLOAD swf-serp-solution >>>>>>>>>
La soluzione utilizza elementi che sono presenti nella pagina HTML ma non quando il flash è visualizzato da solo (ossia quando nell’url compare un file .swf).
Si utilizza il parametro flashvars dell’elemento OBJECT, si imposta una variabile che ho chiamato onpage a true.
Da flash si legge la variabile. Se esiste allora non c’è nessun problema, se invece la variabile risulta undefined allora vuol dire che il flash non ha “l’HTML intorno”. Si fa un redirect in questo caso alla pagina giusta.
Ecco due esempi:
- swf nella pagina (html)
- swf da solo (redirect a 10people.net)
Enjoy
Trustrank
October 19th, 2006 — seo - motori di ricerca
Se ne parla come se fosse la nuova frontiera dei motori di ricerca. Vediamo di capire di cosa si tratta e che conseguenze ci sono per noi.
Tre eminenti scienziati - Zolt´an Gy¨ongyi, Hector Garcia-Molina, Jan Pedersen - due della standford university, uno di yahoo, hanno scritto questo documento: Combating Web Spam with TrustRank.
Sono una dozzina di pagine di formule, matrici, finte matrici inverse e trasposte per dire una cosa abbastanza semplice e che se volete era già tra le righe del documento scritto da Brin e Page nel lontano 1998.
Il trustrank è un attributo che qualifica in maniera positiva una pagina priva di web spam - che non usa tecniche per ingannare i motori di ricerca - dandole una priorità maggiore nelle SERP.
L’osservazione su cui si basa il trustrank è la seguente: se chiamiamo “buoni” quei siti che non usano tecniche di web spam, possiamo inferire che questi linkino a siti buoni. Essendo difficile determinare in maniera automatica cio’ che e’ spam e cio’ che non e’ spam, un seme di partenza di siti buoni viene valutato manualmente. Brin e Page nel loro documento, quando parlano di pagerank personalizzato non stanno parlando di una cosa particolarmente diversa.
Una domanda mi preoccupa: chi deciderà chi sono i buoni e i cattivi? Sembra una domanda banale, ma già i TRE emeriti hanno fatto valere il proprio sentimento americano nei loro test: il 4,3% dei siti è risultato non attendibile (non buono e non cattivo) perchè scritto in lingue asiatiche e privo della traduzione in inglese… “We were unable to properly evaluate 43 sites based on the available information. These sites were mainly East Asian ones, which represented a challenge because of the lack of English translation.”
Preoccupante.
pausa estiva
July 27th, 2006 — seo - motori di ricerca
E’ stato un luglio caldo, denso di avvenimenti (personali). Ora per tutti è arrivato il momento delle vacanze - settimana più, settimana meno.
A settembre, per proseguire l’esperimento sulle agenzie di relazioni pubbliche inizieremo un’attività di scambio di link, in modo da far possibilimente aumentare il ranking di agenzie di PR che stagna intorno alla 70ima posizione da circa un mese. Attendo a settembre perchè non ho intenzione che le richieste di scambio anneghino nella valanga di email che di solito ci attende al ritorno dalle vacanze, e questo periodo pre-vacanze è troppo stressante per tutti perchè vengano prese in considerazione. Non voglio sprecar le mie cartucce.
Mi piacerebbe utilizzare sia tecniche white-hat che black-hat (etiche e non-etiche) per farlo, ma non vorrei compromettere 10people.net, e quindi da questo sito userò solo tecniche pulite. Utilizzerò altri siti per fare SPAM, che vi segnalerò da qui, ovviamente senza utilizzare link ![]()
#6 come creare una campagna di SEO
June 26th, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
<< articolo #5 || articolo #7 (ultimo) >>
E’ un po’ successo quello che prevedevo: il blog, in seguito all’uscita dell’articolo #2 di questa serie dalla pagina principale (www.10people.net/blog/) è scomparso dalle SERP per la chiave di ricerca agenzia pubbliche relazioni milano. Lo ritroviamo ancora, addririttura in prima posizione per agenzia pubbliche relazioni milano seo. Ma questa è una ricerca inutile, che mi è servita semplicemente per constatare che la pagina non fosse del tutto scomparsa e che avesse comunque una sua rilevanza (in questo caso la pagina trovata corrisponde al permalink dell’articolo #2).
Ho notato con piacere invece che la pagina creata nell’articolo precedente (agenzia di PR a Milano e Roma) è già stata indicizzata da google e si trova tra la 50ima e la 100ima. Il piacere è dovuto alla rapida indicizzazione, segno che questo blog inizia ad essere indicizzato di frequente. Questo mi permetterà di essere più rapido negli esperimenti.
Il primo esperimento è reincludere l’articolo #2 nella pagina principale del blog, aumentando semplicemente il numero di post visibili in home page. Vediamo se l’URL di questo blog ricompare per la ricerca di agenzia di relazioni pubbliche a Roma e Milano.
#5 come creare una campagna di SEO
June 21st, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
< < articolo #4 || articolo #6 >>
Attendiamo pazientamente i risultati. Non credo che prima di un mese potremo avere qualche risposta.
#4 come creare una campagna di SEO
June 13th, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
< < articolo #3 || articolo #5 >>
> creazione di incoming link: ricerca di siti autorità e inserimento in directory <
Il tema degli incoming link (o link entranti) è stato uno dei più discussi in seguito alle modifiche effettuate ormai da diversi mesi ai propri algoritmi dal più importante motore di ricerca, google. Il drastico cambiamento sembra aver cambiato i pesi dei link verso un sito, dandone una misurazione qualitativa complessa e ancora non completamente compresa. Inotre si ritiene che questa valutazione dei link entranti a un sito stia costantemente subendo modifiche e correzioni, (1) per meglio tarare l’algoritmo e (2) per andare a utilizzare le migliaia di dati che google recupera giornalmente attraverso l’uso degli strumenti che “ci regala”. Cosa voglio dire? Che la toolbar di google, la google mail, google maps, … sono l’analogo della fidaty card dell’esselunga: servono per raccogliere dati (e vendere spazi media). Qualche tempo fa ho trovato questo filmato futuristico su “googlezon”, che mi ha fatto venire i brividi. Dura sette minuti, è in inglese, ed ora che iniziano i primi caldi lo consiglio.
Una metrica di quanto possa valere l’anchor text (il testo su cui si clicca) agli occhi di google ce lo danno famosi esempi di google bombing, come “miserable failure“. Questa ricerca su Google riporta come primo risultato, ormai da diversi anni (se non ricordo male), la biografia del presidente Bush, e la versione italiana, “miserabile fallimento”, così come “basso di statura”, riportava la biografia del nostro ex presidente del consiglio. Ora, conoscete tutti la Sua persona e il Suo carattere, ritenete probabile che nella Sua biografia ci siano le parole “miserabile fallimento” e “basso di statura”??? Evidentemente i link hanno un peso rilevante.
Una cosa è sicura. Avere link che puntano al nostro sito è una cosa positiva. Al massimo nulla, se il link arriva da un sito che google considera come il peggior spammone in circolazione. Male non può fare, altrimenti non ci vorrebbe molto a destabilizzare un sito della concorrenza creandogli un universo di satelliti spam intorno. Ma di queste strutture spaziali e flussi di pageRank e simili parleremo in un secondo momento, anche perchè richiedono un po’ di matematica. Per il momento consiglio di iniziare a visualizzare il problema divertendosi: splash back game. Ci basti ricordare che: tanto più un sito che tratta un argomento simile al nostro ci linka, tanto più varrà il link. Inoltre, tanti più siti che parlano di un determinato argomento linkano a un sito che parla di quell’argomento, tanto più questo sito si potrà considerare un autorità in materia; percui un link da questo sito ha per noi un valore molto alto.
Nel 1998 Page e Brin scrissero la loro famosa pubblicazione “The PageRank Citation Ranking: Bringing Order to the Web“, nella quale veniva presentato google per la prima volta come esempio di applicazione pratica del PageRank. Così come scrissero che le allora tecniche di valutazione del testo on page avrebbero prodotto risulati migliori se affiancate al page rank, oggi sembra che vogliano aggiungere a questi un terzo e importante fattore, che riguarda la pertinenza che il grafo Web attribuisce al particolare segmento semantico (o agli eventuali segmenti semantici) al quale la pagina è associata. Così come allora si parlava di query generiche e page rank personalizzato, cercando di predirre la risposta desiderata operando ipoteticamente sulla formula del page rank (strada non percorribile da un motore di ricerca che si rivolge indistintamente a tutti) oggi tutti questi dati sono invece ottenibili dalla massiccia raccolta di informazioni operata attraverso i google products, tra i quali forse il più sfacciato è google co-op.
La tattica da seguire sembra quindi quella di ottenere link da siti pertinenti, o da pagine pertinenti, che in teoria è un po’ più semplice. Immaginiamo l’esistenza si un pertinence rank calcolato analogamente a quanto avviene con i tag in del.icio.us, in flickr e con le suggestion di amazon, che viene sommato anch’esso per aumentare il punteggio di una pagina in fase di ordinamento dei risultati. Questo valore potrebbe avere un particolare peso in query con numerosi risultati, dove una maggiore presenza di oracolo è necessaria.
La sfida sta ora nel trovare questi siti e farci linkare da loro. Sembra semplice ma non lo è. A volte costa meno fare la spesa al supermercato dei link ed acquistare qualche centianaio di link a buon mercato oppure fare uno scambio di link selvaggio. Tutto ciò sembra premiare ancora oggi, ma a tendere non premierà più. La dimensione del Web aumenta velocemente, e oltri agli ipertesti stanno arrivando i media (video, audio, immagini), portando a una situazione di maggior competizione tra i risultati possibili, e quindi a una sempre maggiore utilizzo di quello che abbiamo chiamato pertinence rank. Quando scambiate link con qualcuno ricordatevi che il vostro link è una preferenza che il vostro sito esprime nei confronti del sito che linkate. google è il “giudice supremo” (AIUTO, un giudice in mano ai poteri economici e finanziari!), e che vi classifica in base alle vostre preferenze. Se i Gem Boy fossero google difficilmente un link al sito di Masini vi porterebbe in cima alle classifiche.
Le directory non sono tutte necessariamente siti autorità ; si ritiene che alcune pagine delle directory (anche le più prestigiose come DMOZ) abbiano pagine penalizzate dai motori di ricerca. Nel dubbio, siccome tentare l’operazione d’inserimento dura circa 5 minuti, proviamo ad inserire il sito della società ABC in tutte le directory e siti che troviamo.
Ancora una volta i motori di ricerca ci raccontano se stessi - keyword + addurl, aggiungi sito, aggiungi url, segnala sito, etc. etc. Se si usa eventualmente anche il comando inurl: di google, si potranno cercare pagine che contengano la stringa addurl nel loro indirizzo. Generalmente la presenza di questa stringa segnala la possibilità di aggiungere un sito. Così facendo dovremmo ottenere una buona lista di siti candidati. Alcuni ci richiederanno uno scambio di link, altri degli euro, altri ancora lo faranno gratis.
Un ottimo backlink proviene generalmente dalle directory. DMOZ e Yahoo! Directory sono di gran lunga le più rinomate e consiglio sempre di provare a segnalare il vostro sito. Dico “provare” perchè non è detto che la richiesta venga accettata.
Veniamo ora ai siti autorità . Nel nostro caso il sito di assorel ci aiuta poco. I link già presenti a tutte le agenzie di relazioni pubbliche esistono, ma utilizzano purtroppo javascript che i motori ignorano. Provo a utilizzare un nuovo tool di google che si chiama blog search, con la ricerca relazioni pubbliche, che poi inserisco in un altro tool, webmastereyes, che mi restituisce il valore di pageRank per ogni risultato della mia query per relazioni pubbliche. Questo è uno dei casi in cui bisogna fare attenzione al pageRank! Quanlche risposta la trovo, inizio da queste, provando a contattare i blogger e chiedere uno scambio di link.
Non sto chiedendo una cosa insensata. Questo blog parla di motori di ricerca, ma contiene grazie a questa case history tante parole chiave attinenti alle agenzie di relazioni pubbliche, uffici stampa, il mondo delle relazioni pubbliche e del giornalismo in generale. Ad oggi il blog si posiziona nelle SERPs di google per la ricerca agenzia pubbliche relazioni milano intorno alla quarantesima posizione, confermando che questo settore non è molto competitivo e che quindi al contenuto on page viene data sufficiente rilevanza.
Termino questo post, visto l’inaspettato e sorprendente piazzamento (non ho un singolo backlink a questo blog, tantomeno uno che parli di relazioni pubbliche) lanciando una nuova sfida: la costruzione di una pagina sperimentale che utilizzi le tecniche di ottimizzazione illustrate in un articolo precedente (#3). L’esperimento, svolto in più fasi, servirà a costruire una pagina che faccia riferimento al settore delle pubbliche relazioni, posizionandosi bene per le parole chiave pertinenti (per una lista vedere questo post) utilizzando esclusivamente un posizionamento on page. In seguito, ottenuto un piazzamento sufficiente e con conclusasi quindi la prima parte dell’esperimento, diventerà un hub di accesso ai blog e alle autorità . In questo modo sarà vantaggioso per i blog stessi procedere con uno scambio di link. Ora, questa pagina dovrà servire a supportare con numerosi link interni la landing page, oggetto della seconda parte dell’esperimento per promuovere la società ABC, oppure diventare lei stassa la landing page.
dannato algoritmo di google!!!
June 9th, 2006 — seo - motori di ricerca
Quando ho iniziato a scrivere questo blog l’ho fatto con l’intento di condividere alcune considerazioni, scoperte, suggerimenti e best practices, creando un dialogo costruttivo ma non perdendo il filo di un discorso che si stava delineando nella mia mente. La scelta dello strumento con cui comunicare è caduta sul blog a causa della sua struttura narrativa, del particolare flusso di comunicazione da uno verso molti e da molti verso molti (commenti, trackback). Ritengo anche i forum di discussione (e tra questi consiglio il forum di giorgio sui motori di ricerca) utilissimi ma troppo dispersivi per il genere di ricerca che mi sono preposto.
Anche io come tanti mi sono chiesto come funziona questo benedetto algoritmo di google. Di sicuro non arriverò a una soluzione di un quesito così complesso, ma ritengo che sia fondamentale fare delle ipotesi ed eventiualmente vagliarle col metodo scientifico. Una delle caratteristiche di questo metodo è la ripetibilità dell’esperimento. Nel caso dei motori di ricerca che cambiano leggermente algoritmo da data centre a data centre, un giorno dopo l’altro, la ripetibilità diventa un requisito abbastanza lasco, ma dobbiamo adattarci.
Una prima considerazione è che google è velocissimo a dare le sue risposte, quindi la possibilità di una ricerca effettiva all’interno del testo delle pagine che ha salvato nei propri DB non mi sembra plausibile. Inoltre credo che tutti i calcoli onerosi siano effettuati a priori e che google immagazzini questi valori nei propri DB, dal PageRank (o chi per esso) a un’attribuzione di contesto. Questi calcoli credo che portino via grossa parte delle risorse di calcolo, per monitorare la rete, analizzare e indicizzare i risultati e li “pre-masticarli” per l’algoritmo che ritorna le pagine in risposta alle nostre ricerche. Questo mi spiega anche il lungo tempo che passa tra il passaggio di uno spider/bot su di un sito e il successivo comparire del sito nei risultati delle ricerche.
Ho sentito parlare di ricerca all’interno dei soli termini unici di una pagina, di vettori, ma anche questa ipotesi non mi convince appeno, o non mi sembra così chiara quantomeno. Ecco il perchè: cerco 10people su google. Al primo posto mi compare un post di questo stesso blog, dal titolo 10people (interessante! Sarà perchè la keyword cercata è nel title, o perchè è il post più vecchio di tutto il blog o entrambe le cose messe assieme? A voi l’ardua decisione :-)). Lo snippet che google riporta è il seguente: “10people. 16 Giugno 2005. un fine stagione nostalgico, l’estate si avvicina, c’e’ voglia di mare, frisbee, bicicletta e pallanuoto…“. Ma se ora cerco “10people mare” non ci sono più nei risultati. Al primo posto trovo mefeedia, che riporta il medesimo snippet del mio post, ma questo blog non compare più, in nessuno dei 53 risultati individuati da google. Che fine ha fatto il mare?
Questo mi fa riflettere. Ancora di più dopo aver effettuato questa ricerca incrociata. Sul tool di keyword suggestion di google, nel tab “parole chiave correlate al sito” inserisco l’URL (permalink) del post. Cosa ottengo come suggerimenti di parole chiave e argomenti correlati?
- mare fotografie
- paesaggi mare
- mare
- snowboard
Ma nemmeno la ricerca con “10people foto” riporta nessun risultato. Che razza di scherzo è questo? Google mi suggerisce una keyword dopo aver analizzato la pagina (un’indicazione che io ritengo interessante perchè, nel mio immaginario mi spiega che cosa google trovi di interessante nella pagina), e poi nei risultati della ricerche non la riporta. Ne deduco che l’algoritmo utilizzato per effettuare le keyword suggestion si basa su dati diversi e/o funziona in modo diverso da quello che utilizza google quando indicizza e calcola dati relativi a una pagina/sito. Suggerimenti?
