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October 14th, 2007 — case history
C’era qualche anno fa un ottimo software di invio newsletter, facile ed intuitivo, da cui ho visto tanti altri scopiazzare la brillante interfaccia utente. L’utente era davvero al centro del design del prodotto.
Peccato che oggi non sia più cosi’. Vi sconsiglio di acquistarlo, o anche provarlo, perdereste una gran quantità di tempo per niente.
Il sistema di spedizione è rimasto presochè uguale, con una piccola differenza:
viene richiesta l’approvazione da parte di benchmarkemail di ogni lista di destinatari (basta che venga modificata anche con un solo utente e viene considerata una lista nuova). Questa è una misura antispam da totale autogoal. Specialmente per i mercati non anglosassoni. Perchè? Perchè per verificare che la lista non è stata comprata e che gli utenti danno un reale consenso vien inviata a una piccola percentuale di destinatari, da parte di bencharkemail, una email di conferma del consenso.
Ora, io una mail che ricevo da uno sconosciuto, in inglese, di solito la faccio finire direttamente nel cestino, specialmente se nelle prime 2 righe non capisco che non si tratta di SPAM. E io sono molto tollerante. E parlo inglese. Quanti non ricadono queste due categorie???
Peccato! Non usatelo! Bho! Bleaaa! Schifo! Ora basta.
August 2nd, 2007 — case history, generale
Da ieri siamo online con i due siti di fondazione e ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di milano, confidenzialmente chiamati Ordine e Fondazione.
Il sito è quasi interamente gestito attraverso il nostro CMS basato su framework PRADO.
Una bella soddisfazione! Faccio complimenti a tutto il team sia di 10people e alizarina sia a tutte le persone che lavorano presso l’Ordine.
E dopo questo lungo luglio di lavoro è tempo di vacanze. Ci rifaremo vivi a setembre. Buone vacanze a tutti!
May 29th, 2007 — case history, seo - motori di ricerca
Continuiamo a raccontare il posizionamento fatto per www.brambati.it
Oggi vediamo come operare su forum, blog, press release e directory. Per ognuna di queste voci forniamo istruzioni su come operare, gli obiettivi e come perseguirli. Generalmente 10people si avvale di copywriter web per svolgere queste attività, ma il cliente questa volta ha preferito operare in prima persona.
Unitamente alle istruzioni forniamo una lista di forum, blog, directory e siti che pubblicano press release, in ingelse, italiano, francese e spagnolo (le lingue sulle quli si vuole intraprendere l’attività di posizionamento).
Forum
I forum sono aree di discussione tematiche prevalentemente rivolte alla risoluzione dei problemi o la condivisione di esperienze. Gli articoli (post) qui scritti non possono essere esplicitamente promozionali, devono piuttosto essere delle risposte a delle necessità :
UTENTE: mi sapete consigliare il miglior tostino da caffè?
BRAMBATI: eccolo, ha tutte queste caratteristiche… link.
L’idea fondamentale sui forum è quella di fare l’assistente di coloro che hanno un bisogno al quale l’azienda puo’ rispondere. Spesso chi frequenta i forum è abituato ad avere soluzioni gratis; Le logiche qui sono quelle del passaparola e del viral marketing / marketing 1-2-1.
Blog
I blog sono un’evoluzione del diario personale, o meglio del giornale personale. Ci sono uno o più autori e molti lettori interessati. L’interzione in questo caso consta nel monitorare il blog frequentemente (si consiglia per questo l’iscrizione a bloglines) e scrivere commenti a quegli articoli in cui si riesca a veicolare un messaggio che possa essere di interesse per i visitatori e anche in questo caso non promozionale. Il fine è portare i visitatori a scoprire brambati (es. a riguardo [di ciò che sta scritto nell’articolo] brambati ha fatto questo…). Non occore mettere il link, piuttosto la scritta www.brambati.it, come semplice testo, per non “indurre in promozione”.
I blog interessanti possono anche essere utilizzati come fonte o spunto per scrivere gli articoli su l proprio blog.
Press release
Ci sono siti che ospitano press-release scritte dai produttori di beni o servizi, che siano di qualità e che consentano loro di vendere spazi pubblicitari. Più è elevata la qualità degli articoli pubblicati maggiore sarà il numero di visitatori e di conseguenza l’introito pubblicitario. Questo è esattamente ciò che succede sulla carta stampate per giornali e magazine di settore; gli articoli nella maggior parte dei casi sono solo firmati dai giornalisti ma scritti dalle agenzie di PR.
L’obiettivo, in questo caso, è inviare articoli per portare i motori a visitare il sito. Ci concentriamo qui più sui motori che sugli utenti. Occore quindi mettere parole chiave nei link che si inseriscono nell’articolo e far puntere questi link non solo alla home page del proprio sito ma anche a pagine interne (es. sezioni importanti)
Directory
Come suggerisce il nome le directory sono raccoglitori di informazioni, l’equivalente degli elenchi telefonici / pagine gialle online. Alcuni veicolano un’informazione più di qualità altri sono creati apposta per i motori di ricerca. E’ sempre da valutare che cosa chiedono per l’inserimento nelle proprie liste. A volte sono gratis e generano profitti dalla pubblicità, a volte sono mantenuti da volontari che credono di “portare ordine nel web”, a volte sono a pagamento, a volte richiedono uno scambio di link. Non sempre questi scambi sono profittevoli, percui ogni situazione va valutata di per se.
April 30th, 2007 — case history, seo - motori di ricerca
Abbiamo deciso di raccontare, in itinere, alcuni dei lavori che stiamo facendo. Il nostro cliente Brambati, che si occupa di produzione di macchinari industriali per l’industria dolciaria, plastica, pasta e caffè, ci ha chiesto di ottimizzare il proprio sito, ad oggi in quattro lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo.
La prima operazione che abbiamo fatto è stata stilare una lista di parole chiave sulle quali lavorare, giusto per darci una direzione. Non siamo particolarmente “strict” su queste keyword, ricordiamo che il 50% delle stringhe di ricerca con cui un sito in media viene cercato sono uniche (ossia usate solo una volta).
Ci siamo proposti di operare su quattro canali:
- l’ottimizzazione delle keyword nei tag principali del sito (title, h1, h2, h3, p, strong, img-alt), laddove il contenuto ce lo permetta
- la creazione di un blog in più lingue, andando a dare spazio alla moltitudine di contenuti che il cliente possiede sulla lavorazione del caffè per esempio
- minisiti scritti ad hoc per i motori. Sebbene questa tecnica sia non etica e ormai non più efficace come una volta, il cliente visto il buoni risultati ottenuti in passato ha deciso ugualmente di percorrere questa via
- la scelta di blog e forum (e community in generale) che parlino dell’argomento food industry e la partecipazione a queste community (no spam ovviamente)
Le prime keyword individuate e combinate in possibili link/title sono per lo spagnolo:
e per il francese:
Non potevo resistere alla tentazione di aggiungere qualche link 
November 25th, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
<< articolo #6
Abbiamo atteso un po’, pazientato qualche mese, affinchè i backlink sparsi in giro e il sito stesso si consolidasero. Ma i risultati sono arrivati.
Il tutto è iniziato con una pagina di prova. Poi è diventata un mini-minisito. Lo scopo era quello di mostrare come si possa scrivere del codice HTML ottimizzato per i motori di ricerca. Oggi la pagina principale, la homepage del mini-minisito, si posiziona nei primi 10 posti - e ogni tanto è pure prima - nelle SERP per le seguenti stringhe di ricerca:
L’esperimento, iniziato qualche mese fa, con la costruzione del minisito, è continuato con l’inserimento di backlink verso questo blog e in generale verso quella pagina. Non si è trattato di un backlinking pesante, e non è stato fatto nemmeno (troppo) link spamming.
Per chi non sapesse che cos’è il link spamming… beh diciamo che si tratta di trovare qualche sito a tema, preferibilmente con un pagerank alto, che ci lasci in qualche modo inserire commenti, articoli, e quindi link verso il nostro sito (possibilmente senza l’attributo rel=nofollow nel link). Almeno queste sono buone forme di link spamming. Per esempio, ci si può iscrivere a forum tematici utilizzando come nickname qualche parola chiave per il nostro sito. Ogni volta che scriveremo un post, oppure semplicemente nel nostro profilo, sarà presente un utile backlink.
I risultati sono a mio avviso soddisfacenti. Le stringhe di ricerca sopra elencate non sono artefatte, sono query reali, quelle con cui le persone sono approdate ultimamente sul questo sito, in particolare alla pagina creata appositamente.
Che cosa fare ora di questa pagina? Non saprei… sicuramente rimane come referenza per questo “ciclo” di lezioni. Potrei anche reindirizzare la sua forza verso un’ agenzia di relazioni pubbliche vera, potrebbe essere un buon biglietto da visita con cui presentarsi (chi ha orecchie per intendere diceva mio nonno… :-))
Sarà poi un buon punto di partenza appena deciderò di condurre qualche nuovo esperimento…
June 26th, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
<< articolo #5 || articolo #7 (ultimo) >>
E’ un po’ successo quello che prevedevo: il blog, in seguito all’uscita dell’articolo #2 di questa serie dalla pagina principale (www.10people.net/blog/) è scomparso dalle SERP per la chiave di ricerca agenzia pubbliche relazioni milano. Lo ritroviamo ancora, addririttura in prima posizione per agenzia pubbliche relazioni milano seo. Ma questa è una ricerca inutile, che mi è servita semplicemente per constatare che la pagina non fosse del tutto scomparsa e che avesse comunque una sua rilevanza (in questo caso la pagina trovata corrisponde al permalink dell’articolo #2).
Ho notato con piacere invece che la pagina creata nell’articolo precedente (agenzia di PR a Milano e Roma) è già stata indicizzata da google e si trova tra la 50ima e la 100ima. Il piacere è dovuto alla rapida indicizzazione, segno che questo blog inizia ad essere indicizzato di frequente. Questo mi permetterà di essere più rapido negli esperimenti.
Il primo esperimento è reincludere l’articolo #2 nella pagina principale del blog, aumentando semplicemente il numero di post visibili in home page. Vediamo se l’URL di questo blog ricompare per la ricerca di agenzia di relazioni pubbliche a Roma e Milano.
< < articolo #5
June 21st, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
< < articolo #4 || articolo #6 >>
Attendiamo pazientamente i risultati. Non credo che prima di un mese potremo avere qualche risposta.
< < articolo #4 || articolo #6 >>
June 13th, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
< < articolo #3 || articolo #5 >>
> creazione di incoming link: ricerca di siti autorità e inserimento in directory <
Il tema degli incoming link (o link entranti) è stato uno dei più discussi in seguito alle modifiche effettuate ormai da diversi mesi ai propri algoritmi dal più importante motore di ricerca, google. Il drastico cambiamento sembra aver cambiato i pesi dei link verso un sito, dandone una misurazione qualitativa complessa e ancora non completamente compresa. Inotre si ritiene che questa valutazione dei link entranti a un sito stia costantemente subendo modifiche e correzioni, (1) per meglio tarare l’algoritmo e (2) per andare a utilizzare le migliaia di dati che google recupera giornalmente attraverso l’uso degli strumenti che “ci regala”. Cosa voglio dire? Che la toolbar di google, la google mail, google maps, … sono l’analogo della fidaty card dell’esselunga: servono per raccogliere dati (e vendere spazi media). Qualche tempo fa ho trovato questo filmato futuristico su “googlezon”, che mi ha fatto venire i brividi. Dura sette minuti, è in inglese, ed ora che iniziano i primi caldi lo consiglio.
Una metrica di quanto possa valere l’anchor text (il testo su cui si clicca) agli occhi di google ce lo danno famosi esempi di google bombing, come “miserable failure“. Questa ricerca su Google riporta come primo risultato, ormai da diversi anni (se non ricordo male), la biografia del presidente Bush, e la versione italiana, “miserabile fallimento”, così come “basso di statura”, riportava la biografia del nostro ex presidente del consiglio. Ora, conoscete tutti la Sua persona e il Suo carattere, ritenete probabile che nella Sua biografia ci siano le parole “miserabile fallimento” e “basso di statura”??? Evidentemente i link hanno un peso rilevante.
Una cosa è sicura. Avere link che puntano al nostro sito è una cosa positiva. Al massimo nulla, se il link arriva da un sito che google considera come il peggior spammone in circolazione. Male non può fare, altrimenti non ci vorrebbe molto a destabilizzare un sito della concorrenza creandogli un universo di satelliti spam intorno. Ma di queste strutture spaziali e flussi di pageRank e simili parleremo in un secondo momento, anche perchè richiedono un po’ di matematica. Per il momento consiglio di iniziare a visualizzare il problema divertendosi: splash back game. Ci basti ricordare che: tanto più un sito che tratta un argomento simile al nostro ci linka, tanto più varrà il link. Inoltre, tanti più siti che parlano di un determinato argomento linkano a un sito che parla di quell’argomento, tanto più questo sito si potrà considerare un autorità in materia; percui un link da questo sito ha per noi un valore molto alto.
Nel 1998 Page e Brin scrissero la loro famosa pubblicazione “The PageRank Citation Ranking: Bringing Order to the Web“, nella quale veniva presentato google per la prima volta come esempio di applicazione pratica del PageRank. Così come scrissero che le allora tecniche di valutazione del testo on page avrebbero prodotto risulati migliori se affiancate al page rank, oggi sembra che vogliano aggiungere a questi un terzo e importante fattore, che riguarda la pertinenza che il grafo Web attribuisce al particolare segmento semantico (o agli eventuali segmenti semantici) al quale la pagina è associata. Così come allora si parlava di query generiche e page rank personalizzato, cercando di predirre la risposta desiderata operando ipoteticamente sulla formula del page rank (strada non percorribile da un motore di ricerca che si rivolge indistintamente a tutti) oggi tutti questi dati sono invece ottenibili dalla massiccia raccolta di informazioni operata attraverso i google products, tra i quali forse il più sfacciato è google co-op.
La tattica da seguire sembra quindi quella di ottenere link da siti pertinenti, o da pagine pertinenti, che in teoria è un po’ più semplice. Immaginiamo l’esistenza si un pertinence rank calcolato analogamente a quanto avviene con i tag in del.icio.us, in flickr e con le suggestion di amazon, che viene sommato anch’esso per aumentare il punteggio di una pagina in fase di ordinamento dei risultati. Questo valore potrebbe avere un particolare peso in query con numerosi risultati, dove una maggiore presenza di oracolo è necessaria.
La sfida sta ora nel trovare questi siti e farci linkare da loro. Sembra semplice ma non lo è. A volte costa meno fare la spesa al supermercato dei link ed acquistare qualche centianaio di link a buon mercato oppure fare uno scambio di link selvaggio. Tutto ciò sembra premiare ancora oggi, ma a tendere non premierà più. La dimensione del Web aumenta velocemente, e oltri agli ipertesti stanno arrivando i media (video, audio, immagini), portando a una situazione di maggior competizione tra i risultati possibili, e quindi a una sempre maggiore utilizzo di quello che abbiamo chiamato pertinence rank. Quando scambiate link con qualcuno ricordatevi che il vostro link è una preferenza che il vostro sito esprime nei confronti del sito che linkate. google è il “giudice supremo” (AIUTO, un giudice in mano ai poteri economici e finanziari!), e che vi classifica in base alle vostre preferenze. Se i Gem Boy fossero google difficilmente un link al sito di Masini vi porterebbe in cima alle classifiche.
Le directory non sono tutte necessariamente siti autorità; si ritiene che alcune pagine delle directory (anche le più prestigiose come DMOZ) abbiano pagine penalizzate dai motori di ricerca. Nel dubbio, siccome tentare l’operazione d’inserimento dura circa 5 minuti, proviamo ad inserire il sito della società ABC in tutte le directory e siti che troviamo.
Ancora una volta i motori di ricerca ci raccontano se stessi - keyword + addurl, aggiungi sito, aggiungi url, segnala sito, etc. etc. Se si usa eventualmente anche il comando inurl: di google, si potranno cercare pagine che contengano la stringa addurl nel loro indirizzo. Generalmente la presenza di questa stringa segnala la possibilità di aggiungere un sito. Così facendo dovremmo ottenere una buona lista di siti candidati. Alcuni ci richiederanno uno scambio di link, altri degli euro, altri ancora lo faranno gratis.
Un ottimo backlink proviene generalmente dalle directory. DMOZ e Yahoo! Directory sono di gran lunga le più rinomate e consiglio sempre di provare a segnalare il vostro sito. Dico “provare” perchè non è detto che la richiesta venga accettata.
Veniamo ora ai siti autorità. Nel nostro caso il sito di assorel ci aiuta poco. I link già presenti a tutte le agenzie di relazioni pubbliche esistono, ma utilizzano purtroppo javascript che i motori ignorano. Provo a utilizzare un nuovo tool di google che si chiama blog search, con la ricerca relazioni pubbliche, che poi inserisco in un altro tool, webmastereyes, che mi restituisce il valore di pageRank per ogni risultato della mia query per relazioni pubbliche. Questo è uno dei casi in cui bisogna fare attenzione al pageRank! Quanlche risposta la trovo, inizio da queste, provando a contattare i blogger e chiedere uno scambio di link.
Non sto chiedendo una cosa insensata. Questo blog parla di motori di ricerca, ma contiene grazie a questa case history tante parole chiave attinenti alle agenzie di relazioni pubbliche, uffici stampa, il mondo delle relazioni pubbliche e del giornalismo in generale. Ad oggi il blog si posiziona nelle SERPs di google per la ricerca agenzia pubbliche relazioni milano intorno alla quarantesima posizione, confermando che questo settore non è molto competitivo e che quindi al contenuto on page viene data sufficiente rilevanza.
Termino questo post, visto l’inaspettato e sorprendente piazzamento (non ho un singolo backlink a questo blog, tantomeno uno che parli di relazioni pubbliche) lanciando una nuova sfida: la costruzione di una pagina sperimentale che utilizzi le tecniche di ottimizzazione illustrate in un articolo precedente (#3). L’esperimento, svolto in più fasi, servirà a costruire una pagina che faccia riferimento al settore delle pubbliche relazioni, posizionandosi bene per le parole chiave pertinenti (per una lista vedere questo post) utilizzando esclusivamente un posizionamento on page. In seguito, ottenuto un piazzamento sufficiente e con conclusasi quindi la prima parte dell’esperimento, diventerà un hub di accesso ai blog e alle autorità. In questo modo sarà vantaggioso per i blog stessi procedere con uno scambio di link. Ora, questa pagina dovrà servire a supportare con numerosi link interni la landing page, oggetto della seconda parte dell’esperimento per promuovere la società ABC, oppure diventare lei stassa la landing page.
< < articolo #3 || articolo #5 >>
June 6th, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
< < articolo #2 || articolo #4 >>
> ottimizzazione delle pagine <
Proseguendo nello sviluppo della campagna di SEO affrontiamo oggi il tema dell’ottimizzazione delle pagine. Non mi dilungherò molto su questo aspetto per due motivi:
- l’ottimizzazione delle pagine non riveste oggi più quel ruolo fondamentale che aveva in passato. I motori di ricerca stanno variando i propri algoritmi per dare sempre più peso alla rilevanza di un sito all’interno di una comunità/nicchia di mercato, come facilmente ci suggerisce anche il nuovo tool di cooperation messo a disposizione da google. Cito testualmente: “You can specify web pages/sites that you consider authoritative for your topic, suggest appropriate query refinements, etc.”.
- portare un utente a visitare un sito è un’attività onerosa. Se dopo avercelo portato i contenuti a disposizione sono scritti per i motori di ricerca invece che per lui, sarà facile che se ne vada da un’altra parte. Seth Godin, uno dei padri del permission marketing, scrive un articolo interessante sulle caratteristiche vincenti di una landing page, tra queste non c’e’ di sicuro la scrittura di contenuti di difficile lettura, ripetitivi (l’italiano a differenza dell’inglese non gradisce la ripetizione degli stessi vocaboli) e artefatti.
Nonostante tutto, siccome siamo attaccati ad ogni stratagemmma per “vincere” e siccome motori meno evoluti (per il momento) come msn e in parte anche yahoo! danno ancora un peso accettabile al contenuto on page (definizione di fattori onpage e off page), segue una serie di accorgimenti. Prendiamo come riferimento una delle quattro super-parole chiave trovate in #2 come creare una campagna di SEO: case history: servizi di pubbliche relazioni, agenzia public relation (PR). Essendo questa la keyphrase principale sarà presente in homepage o in una pagina dei livelli più alti. In realtà si tratta di due keyphrase che combineremo nella pagina. Scorriamo velocemente il codice dall’alto in basso:
<title>servizi di pubbliche relazioni, agenzia public relation (PR)</title>
- L’importante è ricordarsi di scrivere una buona description che sia ben leggibile e invogli un utente a cliccare in caso sia proprio quella ad essere visualizzata nelle pagine di ricerca. Nel tag keyword potrebbe essere utile anche inserire comuni errori di digitazione o di ortografia (es: genzie, pubblicit). Un approfondimento riguardo ai meta tag si trova nel post “la verità sui meta tag“.
<h1>servizi di pubbliche relazioni, agenzia public relation (PR)</h1>. Il tag H1 è bene che sia unico per pagina e non associato a un id o una classe. Qualora il titolo della pagina non fosse presentabile all’occhio umano si può ricorrere all’espediente dei fogli di stile, andando ad assegnare un immagine al tag H1: background: url... che ne rende di fatto invisibile il contenuto testuale
- Laddove possibile usare una navigazione a breadcrumbs (briciole di pane), ossia una sequenza di link che indica a che punto della navigazione ci troviamo. Es: home > chi siamo > comunicazione corporate > clienti prospect. Questo offre un ottimo sistema per avere un buon cross linking tra le pagine
- Utilizzare diversi tag H2 per delimitare il contenuto dei paragrafi presenti sulla pagina. Es:
<h2>servizi di pubbliche relazioni</h2>, <h2>agenzia pubbliche relazioni</h2>, <h2>public relation (PR)</h2>. Anche in questo caso si può ricorrere all’ausilio degli stili
- Mettere le parole chiave, la prima volta che vengono presentante, in grassetto o corsivo
- Si parla molto di keyword density. Certamente nel corpo del testo (tag
<p>) è opportuno utilizzare le parole chiave, rimischiarle tra loro, e magari utilizzare dove possibile anche qualche sinonimo riconosciuto dai motori (vedi reti semantiche) sempre però tenendo conto che il lettore finale è un essere umano, non uno spider, a meno che non si stia creando una doorway page, che poi farà un redirect verso il sito oggetto del posizionamento. In questo caso arricchire il più possibile il contenuto utilizzando sinonimi, che sono un metodo gratuito per inserire più volte la parola chiave senza aumentare la keyword density della pagina in modo sospettoso. Ancora una volta i tool di google ci vengono incontro, e cercando per esempio “agenzie relazioni pubbliche” ottengo tra le “altre parole chiave da considerare” una folta lista da usare a man bassa nei testi: grafiche, grafici, studi, agenzie pubblicitarie, pubbliche relazioni, grafica, pubblicità, stampa, pubblicitaria, concessionarie, con il pubblico, area nord, pubblicità, aziende, eventi, agenzia, …
- se possibile inserire immagini e utilizzare opportunamente l’attributo ALT. Se l’immagine è linkabile il contenuto dell’attributo ALT aumenta di valore.
- linkare a un paio di siti autorità per le parole chiave in questione aiuta il motore di ricerca a capire che il nostro contenuto ha un valore elevato. Nel nostro caso un link verso l’associazione delle agenzie di pubbliche relazioni www.assorel.it (page rank 5) e uno verso il Center for Media and Democracy - Publishers of PR Watch (page rank 8 ) possono bastare.
< < articolo #2 || articolo #4 >>
June 2nd, 2006 — case history, seo - motori di ricerca
<< articolo #1 || articolo #3 >>
> Creazione di cluster di parole chiave <
La ricerca fatta in #1 come creare una campagna di SEO: case history con i tool di keyword suggestion ha portato a un insieme di 40 parole chiave circa.
Il passo successivo è aggregare queste parole chiave in gruppi che condividano gli stessi termini. In questo modo possiamo fare pagine ottimizzate per più parole chiave, ed inoltre creare delle super-parole chiave, che contenengano quante più parole possibile per gruppo. La super-parola verrà usata di preferenza negli anchor text dei link che puntano al sito (vedi prossimo articolo) e nei title/header delle pagina da ottimizzare.
Questo è l’elenco, diviso in 4 gruppi, delle parole trovate:
- agenzia pubbliche relazioni
- agenzie di relazioni pubbliche
- agenzie pubbliche relazioni
- agenzie pubbliche relazioni milano
- agenzia pubblica relazione esterna
- servizi di pubbliche relazioni
- rapporti public relation
- servizi public relation
- agenzie pr
- servizi pr
- rapporti pr
- cercasi ufficio stampa
- uffici stampa a milano
- ufficio stampa
- ufficio stampa roma
- uffici stampa e comunicazione
- agenzia uffici stampa
- giornalisti uffici stampa
- uffici stampa e comunicazione
- editoriale ufficio stampa
- comunicazione interna
- comunicazione interna aziendale
- comunicazione interna ed esterna
- comunicazione aziendale
- comunicazione integrata e istituzionale
- comunicazione d’impresa
- piani di comunicazione
- strategie di marketing
- eventi organizzazione
- organizzare eventi
- organizzazione eventi
- organizzazione di eventi
- organizzazione eventi milano
- organizzazione eventi roma
- promozione eventi
- società organizzazione eventi
- agenzie organizzazione eventi
Questa lista di parole chiave non è ancora quella definitiva. Ma è un buon punto di partenza. Nei prossimi articoli esamineremo infatti come arricchire il nostro gergo tecnico attraverso la conoscenza della nicchia di settore. Una volta acquisita una certa familiarità potremo inserire altre parole chiave, la cui ricerca potrà essere magari meno frequente, ma che vengono di sicuro utilizzate dall’utente-tipo, target del nostro sito, e che quindi porteranno a un tasso di conversione (da utente a cliente) maggiore.
Vediamo ora di creare una/due super parole chiave per ogni gruppo:
- servizi di pubbliche relazioni + agenzia public relation (pr)
- ufficio stampa roma e milano
- comunicazione esterna/interna aziendale + piani e strategie di marketing
- organizzazione di eventi a milano e roma + agenzia promozione eventi
Un buon numero di parole chiave è stato incluso, altre sono state omesse. Annoto le parole escluse per ogni gruppo e mi ricordo di inserirle sia nel meta tag keywords, per i motivi illustrati in la verità sui meta tag, sia all’interno del body affinchè i SE le riconoscano come sinonimi pertinenti e aumentino il valore della pagina:
agenzie pubbliche relazioni, rapporti public relation, giornalisti, editoriale, uffici stampa, comunicazione d’impresa, comunicazione corporate, comunicazione istituzionale, comunicazione integrata, società promozione eventi
<< articolo #1 || articolo #3 >>