Perchè tre è meglio che due

Quando un problema a due variabili è difficile, spesso, basta aggiungerne una terza per farlo diventare di banale soluzione. Ovviamente la difficoltà del problema sta nel capire che va aggiunta una terza variabile.

Faccio un esempio. Ho una bottiglia A di acqua e una B di birra. Come faccio a scambiare il contenuto delle due bottiglie? Uso una terza bottiglia C, di passaggio.

Lo stesso succede nella programmazione. Ho due variabili che voglio scambiare di valore, A(=7) e B(=5). Mi tocca anche in questo caso fare un’operazione del tipo - anche se pare che questo non sia necessario in Ruby, Python, … :-)

C = A; (C=7)
A = B; (A=5)
B = C; (B=7)

In flatlandia, l’autore passa da due a tre dimensioni per poter far immaginare al lettore l’esistenza della quarta dimensione.

Sono tanti in rete gli esempi di business model che funzionano solo perchè esistono tre variabili, anche se spesso ci accorgiamo solo dell’esistenza di due. Sono tutti sistemi a tre partecipanti, in cui il terzo paga per entrare in un mercato fondato sulla relazione tra le altre parti, di carattere gratuito (interessante articolo a riguardo). Per esempio Google offre ai propri utenti un servizio di ricerca gratuito. Chi paga? Chi genera revenews per Google? Gli inserzionisti con adWords.

Morale della favola, se un problema a due variabili vi sembra difficile, provate per esercizio ad aggiungerne una terza.

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