Chi disegna interfacce di applicazioni di utilizzo quotidiano (sistemi di home banking, client di posta, word processor, applicazioni per call center e via dicendo) dovrebbe tenere a mente questi due comportamenti tipici degli utenti:
- la tendenza a usare un limitato set di funzionalità - ognuno le sue
- la ripetitività delle scelte effettuate in termini di visualizzazione dei dati
Queste considerazioni aiutano l’interaction designer a progettare applicazioni che aumentino le performance dell’utente e riducano l’overload mentale.
Vediamo un paio di esempi:
1) L’home page dell’applicazione dovrebbe riportare, salvo rare controindicazioni, la lista delle ultime n attività svolte o quelle svolte più di frequente.
Sul mio sito di home banking per esempio vorrei vedere:
- bonifico
- pagamento F24
- movimenti ultimo mese
- bonifico internazionale
Queste sono le operazioni che effettuo più frequentemente.
2) Se l’applicazione offre diverse modalità di presentazione dei dati allora dovrebbe ricordare le scelte effettuate quando l’utente accede nuovamente alla piattaforma.
Sempre parlando di home banking mi viene in mente l’analisi tecnica di un titolo; le scelte in questo caso sono numerose, si possono modificare gli intervalli temporali, la forma del grafico (candela, lineare, …), le medie mobili e numerosi altri indicatori. Pensate se queste scelte dovessere essere ripetute ad ogni accesso, quanto tempo sprecato!

3 commenti ↓
Per quanto riguarda l\\\’home banking, credo che tale funzionalita\\\’ non vengano prese in esame per motivi di security e privacy
Qualcuno lo fa, ad esempio webank permette all’utente di personalizzare la prima pagina dell’area di home banking inserendo dei collegamenti rapidi alle funzionalità più usate.
Però rimane un caso raro, non so se unico, visto che è raro che le banche investano qualcosa in usabilità o accessibilità.
A dire il vero di recente mi è capitato di avere a che fare con diverse banche per lavoro e devo dire che il tema usabilità sta generalmente molto a cuore.
Quello che spesso manca è un minimo di conoscenza, da parte del committente, di cosa significhi, operativamente parlando, usabilità. Questo porta nella stra-grande maggioranza dei casi alla inutile creazione di “focus group” (tra virgolette perchè i focus group sono un’altra cosa, pure il lessico è sbagliato!) e analisi sterili di fattori assolutamente merginali per l’usabilità.
Ma il vero killer dell’usabilità è la totale non consapevolezza che il gruppo che sviluppa il software delle le applicazioni (web) deve lavorare in maniera sinergica con chi si occupa di interaction design.
Purtroppo ci sono molte richieste di “vestitini per applicazioni” che sono user friendly come un telefono con il microfono a due metri dall’auricolare. Non è disegnando un fiorellino rosa sul microfono che si guadagna in usabilità!
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