conferenza marketing reloaded a Milano

Venerdì scorso sono stato alla conferenza Marketing Reloaded.
Lo ammetto, sono partito prevenuto. Pensavo erroneamente si trattasse della solita conferenza di markettari che riempiono l’aria con neologismi, ingelsismi ma pochi concetti. Invece ho visto cavalcare l’onda del Web 2.0, con consapevolezza, addirittura qualcuno dei conferenzieri conduce una vita Web 2.0 in prima persona.

I punti fondamentali che sono emersi dalla conferenza li riassumo brevemente:

  • il Web 2.0 è stato identificato con lo User Generated Content
  • in italia ci sono 20 mil di persone che navigano con una media di 29 accessi al mese
  • internet viene usato molto come supporto alle decdisioni di acquisto, i settori più interessati sono il travel, i cellulari, auto e prestiti.
  • Molti di questi sono anche unfluenzati dai blog (29% in italia)
  • ci sono diversi casi di wiki aziendali di successo, vi invito a segnalarne altri: Nokia, Banca Unicredito
  • lo scopo del marketing odierno è quello di creare un’esperienza co-creativa per l’utente alla ricerca di socialità e affermazione dell’individualità
  • gli User Generated Content generano più attenzione (e retention) dei contenuti scritti da professionisti
  • le aziende devono iniziare un dialogo e comprendere che la gente non ha più bisogno e voglia di ascoltare monologhi

Il CEO di JWT ha concluso con questa frase: “la pubblicità non è morta, e non morirà mai. Solo che da sola non ce la fa.”

Dal nostro canto pensiamo che il web 2.0 non sia una tecnologia, non sia nemmeno un fenomeno nuovo e ben definito. E’ semplicemente la consapevolezza che qualcosa sta cambiando, e sta cambiando perchè la gente si è rotta le palle di sentirsi dire cosa deve fare, di sentirsi raccontare storie non autentiche ogni giorno, e di non avere più alcun tipo di contatto con queste multinazionali impersonali e irraggiungibili. Dietro le multinazionali ci sono le persone, che tornino a fare le persone!

Io vi lascio invece con una frase di un ragazzo che conobbi ad Amsterdam 10 anni fa (per chi se lo chiedesse… no, il ragazzo non si chiamava Nietzsche :-)) :
“più voliamo in alto più sembriamo piccoli a coloro che non sanno volare”

1 commento per ora ↓

#1 Francesco on 04.21.07 at 6:35 pm

1. vorrei soltanto far notare che i concetti presentati nel libro di social networking ed esperienza esistono DA ANNI nella letteratura anglosassone e americana.
gli autori del libro hanno solo saputo dimostrare di essere molto bravi a scopiazzare cio’ che e’ gia’ esistente DA ANNI e per niente nuovo. Basta leggere qualche articolo in lingua inglese.
Il concetto di co-creazione di valore con il cliente poi e’ ancora piu’ vecchio.Esistono tonnellate di articoli in lingua inglese. La multicanalita’ e’ un concetto ormai ASSODATO E SCONTATO. La gestione delle community e’ un altro concetto esisatente DA ANNI in letteratura.Le aziende lo stanno gia’ facendo da anni. Tutti i casi di studio utilizzati nel libro sono ARCI noti e di certo non provengono dallo studio e dall’approfondimento del MIP.Esistono gia’ da altre parti. Questi autori non hanno detto niente di nuovo.
Posso capire che le persone del MIP abbiamo i contatti per far pubblicare questo libro sul sole 24 ore, e mezzi per poterlo pubblicizzare, ma un lettore attento sa come non farsi fregare.

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