#4 come creare una campagna di SEO

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Il tema degli incoming link (o link entranti) è stato uno dei più discussi in seguito alle modifiche effettuate ormai da diversi mesi ai propri algoritmi dal più importante motore di ricerca, google. Il drastico cambiamento sembra aver cambiato i pesi dei link verso un sito, dandone una misurazione qualitativa complessa e ancora non completamente compresa. Inotre si ritiene che questa valutazione dei link entranti a un sito stia costantemente subendo modifiche e correzioni, (1) per meglio tarare l’algoritmo e (2) per andare a utilizzare le migliaia di dati che google recupera giornalmente attraverso l’uso degli strumenti che “ci regala”. Cosa voglio dire? Che la toolbar di google, la google mail, google maps, … sono l’analogo della fidaty card dell’esselunga: servono per raccogliere dati (e vendere spazi media). Qualche tempo fa ho trovato questo filmato futuristico su “googlezon”, che mi ha fatto venire i brividi. Dura sette minuti, è in inglese, ed ora che iniziano i primi caldi lo consiglio.

Una metrica di quanto possa valere l’anchor text (il testo su cui si clicca) agli occhi di google ce lo danno famosi esempi di google bombing, come “miserable failure“. Questa ricerca su Google riporta come primo risultato, ormai da diversi anni (se non ricordo male), la biografia del presidente Bush, e la versione italiana, “miserabile fallimento”, così come “basso di statura”, riportava la biografia del nostro ex presidente del consiglio. Ora, conoscete tutti la Sua persona e il Suo carattere, ritenete probabile che nella Sua biografia ci siano le parole “miserabile fallimento” e “basso di statura”??? Evidentemente i link hanno un peso rilevante.

Una cosa è sicura. Avere link che puntano al nostro sito è una cosa positiva. Al massimo nulla, se il link arriva da un sito che google considera come il peggior spammone in circolazione. Male non può fare, altrimenti non ci vorrebbe molto a destabilizzare un sito della concorrenza creandogli un universo di satelliti spam intorno. Ma di queste strutture spaziali e flussi di pageRank e simili parleremo in un secondo momento, anche perchè richiedono un po’ di matematica. Per il momento consiglio di iniziare a visualizzare il problema divertendosi: splash back game. Ci basti ricordare che: tanto più un sito che tratta un argomento simile al nostro ci linka, tanto più varrà il link. Inoltre, tanti più siti che parlano di un determinato argomento linkano a un sito che parla di quell’argomento, tanto più questo sito si potrà considerare un autorità in materia; percui un link da questo sito ha per noi un valore molto alto.

Nel 1998 Page e Brin scrissero la loro famosa pubblicazione “The PageRank Citation Ranking: Bringing Order to the Web“, nella quale veniva presentato google per la prima volta come esempio di applicazione pratica del PageRank. Così come scrissero che le allora tecniche di valutazione del testo on page avrebbero prodotto risulati migliori se affiancate al page rank, oggi sembra che vogliano aggiungere a questi un terzo e importante fattore, che riguarda la pertinenza che il grafo Web attribuisce al particolare segmento semantico (o agli eventuali segmenti semantici) al quale la pagina è associata. Così come allora si parlava di query generiche e page rank personalizzato, cercando di predirre la risposta desiderata operando ipoteticamente sulla formula del page rank (strada non percorribile da un motore di ricerca che si rivolge indistintamente a tutti) oggi tutti questi dati sono invece ottenibili dalla massiccia raccolta di informazioni operata attraverso i google products, tra i quali forse il più sfacciato è google co-op.

La tattica da seguire sembra quindi quella di ottenere link da siti pertinenti, o da pagine pertinenti, che in teoria è un po’ più semplice. Immaginiamo l’esistenza si un pertinence rank calcolato analogamente a quanto avviene con i tag in del.icio.us, in flickr e con le suggestion di amazon, che viene sommato anch’esso per aumentare il punteggio di una pagina in fase di ordinamento dei risultati. Questo valore potrebbe avere un particolare peso in query con numerosi risultati, dove una maggiore presenza di oracolo è necessaria.

La sfida sta ora nel trovare questi siti e farci linkare da loro. Sembra semplice ma non lo è. A volte costa meno fare la spesa al supermercato dei link ed acquistare qualche centianaio di link a buon mercato oppure fare uno scambio di link selvaggio. Tutto ciò sembra premiare ancora oggi, ma a tendere non premierà più. La dimensione del Web aumenta velocemente, e oltri agli ipertesti stanno arrivando i media (video, audio, immagini), portando a una situazione di maggior competizione tra i risultati possibili, e quindi a una sempre maggiore utilizzo di quello che abbiamo chiamato pertinence rank. Quando scambiate link con qualcuno ricordatevi che il vostro link è una preferenza che il vostro sito esprime nei confronti del sito che linkate. google è il “giudice supremo” (AIUTO, un giudice in mano ai poteri economici e finanziari!), e che vi classifica in base alle vostre preferenze. Se i Gem Boy fossero google difficilmente un link al sito di Masini vi porterebbe in cima alle classifiche.

Le directory non sono tutte necessariamente siti autorità; si ritiene che alcune pagine delle directory (anche le più prestigiose come DMOZ) abbiano pagine penalizzate dai motori di ricerca. Nel dubbio, siccome tentare l’operazione d’inserimento dura circa 5 minuti, proviamo ad inserire il sito della società ABC in tutte le directory e siti che troviamo.

Ancora una volta i motori di ricerca ci raccontano se stessi - keyword + addurl, aggiungi sito, aggiungi url, segnala sito, etc. etc. Se si usa eventualmente anche il comando inurl: di google, si potranno cercare pagine che contengano la stringa addurl nel loro indirizzo. Generalmente la presenza di questa stringa segnala la possibilità di aggiungere un sito. Così facendo dovremmo ottenere una buona lista di siti candidati. Alcuni ci richiederanno uno scambio di link, altri degli euro, altri ancora lo faranno gratis.

Un ottimo backlink proviene generalmente dalle directory. DMOZ e Yahoo! Directory sono di gran lunga le più rinomate e consiglio sempre di provare a segnalare il vostro sito. Dico “provare” perchè non è detto che la richiesta venga accettata.

Veniamo ora ai siti autorità. Nel nostro caso il sito di assorel ci aiuta poco. I link già presenti a tutte le agenzie di relazioni pubbliche esistono, ma utilizzano purtroppo javascript che i motori ignorano. Provo a utilizzare un nuovo tool di google che si chiama blog search, con la ricerca relazioni pubbliche, che poi inserisco in un altro tool, webmastereyes, che mi restituisce il valore di pageRank per ogni risultato della mia query per relazioni pubbliche. Questo è uno dei casi in cui bisogna fare attenzione al pageRank! Quanlche risposta la trovo, inizio da queste, provando a contattare i blogger e chiedere uno scambio di link.

Non sto chiedendo una cosa insensata. Questo blog parla di motori di ricerca, ma contiene grazie a questa case history tante parole chiave attinenti alle agenzie di relazioni pubbliche, uffici stampa, il mondo delle relazioni pubbliche e del giornalismo in generale. Ad oggi il blog si posiziona nelle SERPs di google per la ricerca agenzia pubbliche relazioni milano intorno alla quarantesima posizione, confermando che questo settore non è molto competitivo e che quindi al contenuto on page viene data sufficiente rilevanza.

Termino questo post, visto l’inaspettato e sorprendente piazzamento (non ho un singolo backlink a questo blog, tantomeno uno che parli di relazioni pubbliche) lanciando una nuova sfida: la costruzione di una pagina sperimentale che utilizzi le tecniche di ottimizzazione illustrate in un articolo precedente (#3). L’esperimento, svolto in più fasi, servirà a costruire una pagina che faccia riferimento al settore delle pubbliche relazioni, posizionandosi bene per le parole chiave pertinenti (per una lista vedere questo post) utilizzando esclusivamente un posizionamento on page. In seguito, ottenuto un piazzamento sufficiente e con conclusasi quindi la prima parte dell’esperimento, diventerà un hub di accesso ai blog e alle autorità. In questo modo sarà vantaggioso per i blog stessi procedere con uno scambio di link. Ora, questa pagina dovrà servire a supportare con numerosi link interni la landing page, oggetto della seconda parte dell’esperimento per promuovere la società ABC, oppure diventare lei stassa la landing page.

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12 commenti ↓

#1 Alex on 06.19.06 at 9:42 pm

Articolato ma carino…

Oltre le battute, spero tu possa apprezzare favorevolmente, l’ultima considerazione che fai dovrebbe far riflettere e non poco:
non ho un singolo backlink a questo blog…
Sei sicuro?

Alex

#2 Marco on 06.20.06 at 12:14 am

ti ringrazio, ma ho controllato, nessun backlink a questo blog:

Ho una teoria a riguardo. Il contenuto di un articolo è sicuramente ad alto contenuto, ma l’ultimo articolo presente ad oggi in pagina porta una lista di siti a page rank 10 e 9. Come se questi due fattori combinati dessero un autorevolezza a questo sito agli occhi dei motori. Voglio vedere cosa succede alla pubblicazione del prossimo articolo, quando la pagina con la lista dei siti ad alto page rank finirà nell’archivio.
La 47ima posizione non è competitiva, ma mi sembrava un buono spunto per iniziare l’esperimento legato alla sola pagina di contenuti onpage.

#3 Vittore Buzzi on 06.20.06 at 8:41 am

Questa serie di articoli è molto interessante, una piccola road - map per procedere con sicurezza nel posizionamento di un sito.
Utilie per il principiante ma anche per il professionista che può vedere il workflow di un collega e conforntarsi in maniera costruttiva.

#4 Alex on 06.20.06 at 10:30 am

E’ da tempo che osservo questo comportamento ma c’è da dire che le tue prove le fai su un blog, che blog direi…

Farai di certo caso che anche passando l’articolo in archivio nulla cambierà, il messaggio ha un url in assoluto e per motori di ricerca,
importa quello per quanto ho visto.

Con XHTML sembra che il contenuto sia molto più importante di tutto compreso i BKL, Orion del resto non è altro che l’applicazione di un algoritmo per la classificazione dei contenuti (http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=146)…

Il riferimento per me è Google, BigDaddy per ora mi ha un attimo deluso e avrete notato il disallineamento dei data center come la diversa scansione dei domini nel sitemap…

Aspetto nuove :-))
Alex

#5 Alex on 06.28.06 at 10:42 pm

Ho visto le tue ricerche fatte su Google…
Hai ancora dubbi?

A presto!
SEO/SEM XHTML CSS W3C Standard
Alex

P.s.
Ti ho inserito nei Blogroll…

#6 Marco on 06.28.06 at 11:08 pm

grazie per l’inserimento, ma ho perso il filo. ho ancora dubbi su cosa? sul peso dei fattori onpage? A mio avviso esiste una specie di graduatoria:
(1) fattori onpage,
(2) page rank
(3) e “pertinent rank” o trust rank che dir si voglia.

All’aumentare del numero risultati aumenta il peso dato dall’algoritmo di ranking ai punti (2) e (3), tanto che il (3) viene forse usato solo per ricerche che producono milioni dirisultati.

Cosa ne pensi di pubbliche relazioni a Roma e Milano?

#7 Alex on 07.11.06 at 12:36 am

Come per i fattori onpage e pertinet rank, il page rank sembra comportarsi di conseguenza, fatto è che sembra sempre maggiore la valenza della pertinenza; trust rank o quanto meno, della qualità e non dal loro fattore di PR.

Forse sono stato più chiaro così… l’inserimento è dovuto… in una logica di ottimizzazione SEOblogger, i link dovrebbero essere molto curati senza mai avere paura del “blogroll”; la pertinenza e la valenza attribuita sembra essere alla qualità dei contenuti e non della quantità, qualità quindi…

Alex

#8 Alex on 07.11.06 at 12:39 am

Per le pubbliche relazioni a Roma e Milano, il peso nel contesto della pagina mi sembra ancora basso, mancherebbe si title nel post ecc..

Magari mi racconterai sul mio blog, scusa se non rispondo tempestivamente ma avrete idea…

Alex

#9 Tato on 05.21.08 at 10:19 am

2604
>> Avere link che puntano al nostro sito è una cosa
>> positiva. Al massimo nulla, se il link arriva da un sito
>> che google considera come il peggior spammone in
>> circolazione. Male non può fare, altrimenti non ci
>> vorrebbe molto a destabilizzare un sito della
>> concorrenza creandogli un universo di satelliti spam
>> intorno.

Ti quoto perché è un vecchio post e forse non te lo ricordi. La mia esperienza è molto diversa. Se mai ci fu un tempo in cui quanto sopra era vero, oggi non lo è più. Credo di poter raccontare di siti che hanno subìto danni notevoli per colpa di un link che Google non ha apprezzato.

Quanto al fatto che non ci siano campaigns negative da parte dei concorrenti, mi pare che Google ritenga oggi di sapere identificare la volontarietà o meno di un link in entrata. Se ci beccano, non lo so, ma credo di poter escludere che oggigiorno non esistano i links con effetto negativo su chi li riceve.

#10 Marco on 05.24.08 at 8:18 pm

ciao Tato,
hai evidenze di questo genere? Vuoi scrivere un articolo a riguardo? Mi sembra un commento interessante e da approfondire.
La comprensione di come vari l’algoritmo del pageRank nel tempo, se così lo si può chiamare ormai, è a mio avviso ancora un ottimo supporto per capire come si sta orientando google.

#11 Tato on 05.26.08 at 2:35 pm

2604
Ciao, Marco.
Ho alcune evidenze, ma sono sotto contratto con una ditta di SEO. Ciò significa che non ho il diritto di rivelare quei trucchetti che a volte (non sempre, ovvio) intuiamo un po’ prima degli altri. Quindi, se vedo una informazione che forse non è più valida, non so resistere e lo scrivo, ma purtroppo non sono autorizzato a scrivere un articolo (neanche anonimo, ovvio: un contratto è un contratto), malgrado la tua proposta sia gentilissima e te ne ringrazio. Capisco di avere detto troppo o non abbastanza: se trovo il modo di lasciare qui e lì sul tuo blog qualche ulteriore accenno a cose da evitare, lo farò volentieri.

#12 Sarte on 05.14.10 at 2:51 pm

Ciao, avrei solo bisogno di un consulto. Ho visto su internet (eaby amazon e varii) dei rivenditori di “pacchetti” di backlinks già preconfezionati (vedi abcmarketing, aladygma-marketing, seo4u). Come funzionano? Grazie

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