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EdgeRank: l’algoritmo della visibilità su Facebook

[ fonte: Everything you need to know about Facebook’s EdgeRank ]

(aggiornamento 09-07-2012: il ranking di post effettuati tramite software di terze parti, es. hootsuite, è decisamente inferiore di quello fatto da piattaforma. Fonte: http://mashable.com/2012/07/05/facebook-tab-engagement-down/)

Ultimamente il mondo dei brand sembra essere afflitto dalla “febbre dei fan” di Facebook. Il numero di fan di una pagina è considerato (spesso a torto) da molti essere il KPI più importante di una campagna. Per fortuna c’è qualcuno che sostiene una teoria opposta, quella dei mille fan. In un caso o nell’altro rimane un grosso problema aperto: perché molti dei fan di una pagina Facebook non ne vedono i post sulla propria bacheca? O meglio: perché i gli status update di una pagina Facebook finiscono nelle Top News (feed) solo di alcuni fan?

La risposta l’hanno data due sviluppatori di Facebook, Ruchi Sanghvi e Ari Steinberg, circa un anno fa all’F8, ma l’argomento sembra ritornato ad essere molto caldo in questi ultimi giorni. Condivido con voi alcune considerazioni in merito.

L’algoritmo che determina questo comportamento si chiama EdgeRank, la sua funzione è quella di determinare se un utente Facebook possa avere interesse o meno nel vedere il post di una pagina o di un amico. Con la quantità di post che vengono pubblicati ogni giorno credo che nessuno possa mettere in dubbio l’utilità di questo algoritmo.

Ma come funziona l’EdgeRank? L’algoritmo è piuttosto semplice per quanto ci è dato di sapere:

EdgeRank courtesy of The Next Web

Ovvero l’EdgeRank è la somma pesata delle azioni che un ricevente compie sui messaggi del mittente. Il “peso” nella formula è dato da due fattori: il tipo di interazione avvenuta (view, like, commento) e il tempo trascorso dall’interazione.

Esempio. Supponiamo che l’utente A abbia compiuto queste 5 azioni nei confronti dei post di della Pagina X  nelle ultime 5 settimane:

  1. like su uno status update (oggi)
  2. like su un link condiviso  (una scorsa)
  3. like su una foto o su un video (due settimane fa)
  4. commento su uno status update (tre settimane fa)
  5. commento su una foto o video (quattro settimane fa)

Il punteggio di EdgeRank sarà ottenuto sommando le azioni:

1*1*1 + 1*2*0.8 + 1*3*0.6 + 5*1*0.4 + 5*3*0.2 = 9.4

dove sono stati assegnati:

  • 1 punto per il like
  • 5 punti per i commenti
  • 1 punto agli status update
  • 2 punti ai link
  • 3 punti alle foto o video

oltre a un fattore correttivo legato al tempo, più un’azione è vecchia meno conta: 1 per oggi, 0.8 per una settimana fa, 0.6 per due settimane fa e via dicendo.

I numeri me li sono inventati, ma non sono casuali. Corrispondono infatti a quello che The Daily Beast ha scoperto conducendo un esperimento a riguardo: le interazioni con foto e video contano molto di più di quelle con condivisione di link, che a loro volta contano di più degli status update. Allo stesso modo i commenti valgono di più dei like. Inoltre le interazioni con il post fatte dagli amici – e forse anche altri utenti su Facebook – hanno anch’esse un peso. Se non volete fare i conti a mano ho scoperto uno strumento in rete che fa al caso vostro: EdgeRank checker, calcola l’EdgeRank di ogni pagina che amministrate su Facebook.

Conclusioni e Best Practice

In base a quanto scritto in questo articolo si potrebbero dare alcuni consigli a chi gestisce pagine Facebook:

  • postare con una certa frequenza, o meglio, evitare di non postare per lunghi periodi
  • condividere foto e video, preferibilmente
  • cercare l’interazione con i propri utenti, chiudendo i propri status update con delle semplici domande. Eccellente da questo punto di vista è l’esempio di Mashable che condivide link ad articoli presenti sul magazine, ma non manca mai di chiedere ai propri utenti un’opinione

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