Web2.0 e SEO

Prendo spunto dall’articolo di Tim O’Reilly cos’è il Web 2.0, recentemente tradotto in italiano, per vedere come i principi enunciati hanno cambiato e cambieranno il modo di fare SEO.

Per quel che ho capito :) il nocciolo della questione sono i contenuti, lasciati dagli utenti, in un’ottica partecipativa. Le forme sono diverse: dal bookmarking sociale, all’uso di folskonimie (tag clouds), recensioni, votazioni, commenti, blog, forum, location aggiunte in google maps, …

L’ottica del SEO (inteso come l’operatore nel mondo del SEO) si è per forza spostata verso la creazione di contenuti che possano proliferare con il passaparola, che siano effettivamente utili. Ci si ritrova un po’ a reinventare l’acqua calda.

Nielsen sostiene, con la sua regola del 90-9-1, che solamente una piccola parte degli utenti Internet, l’1%, partecipi in modo consistente alla creazione di contenuti, il 9% contribuisca saltuariamente e il rimanenete 90% ne sia semplicemente un fruitore. Questo dato è interessante: facendo leva sulla sola forza di questo nuovo Internet partecipativo, per ogni 100 utenti che scrivono “A” ci vorrebbe un SEO che scriva “B”, nel caso si volesse affermare un B che si allontana diametralmente dalla comune accezione A. Tempi duri per i venditori di fumo…